Immagine © Vladimir Martynov
16 luglio – 11 settembre 2011
San Leo (RN) - Fortezza
Conferenza Stampa: giovedi 14 luglio 2011 ore 11.30 presso Sala Stampa del Palazzo della Provincia di Rimini, C.so d’Augusto 231.
Presentazione mostra e saluto Autorità: sabato 16 luglio 2011 ore 18.00 – Palazzo Mediceo, P.zza Dante Alighieri.
Apertura mostra: sabato 16 luglio 2011 ore 19.00 – secondo piano Fortezza di San Leo, via Giacomo Leopardi.
2011: anno di ITALIA | RUSSIA
Per celebrare questo importante sodalizio culturale il Comune di San Leo, in collaborazione con la Regione Emilia–Romagna e la Provincia di Rimini, propone nella magnifica cornice della Fortezza di San Leo una mostra di quattro grandi interpreti dell’arte contemporanea russa.
Artisti:
Oleg Kudryashov
Vladimir Martynov
Alexandra Mitlyanskaya
Valery Orlov
A cura di Andrey Martynov Direttore della Biennale d’Arte Contemporanea di Mosca
Art Director: Frank Dituri
Project Manager: Lorenzo Di Loreto
Progetto: © Frank Dituri & Lorenzo Di Loreto
Organizzazione:
Lorenzo Di Loreto – Uccellini Ed. Multimedia S.R.L.
Davide Barbadoro – San Leo 2000
Coordinamento: Myriam Casali
Responsabile Area Museale: Anna Rita Nanni
Ufficio stampa: San Leo 2000
Catalogo: © Uccellini Ed. Multimedia S.R.L.
Sponsor by:
Comune di San Leo
orario di apertura: tutti i giorni dalle 09.00 alle 19.00
info@sanleo2000.it www.san-leo.it
T. 0541 926967
Intoroduzione del curatore Andrey Martynov
<<L’arte moderna in Russia è molto vasta e risulterebbe praticamente impossibile contenerla interamente nella cornice di una mostra relativamente piccola. Il Ventesimo secolo ha apportato un’ampia gamma di idee all’arte, alcune delle quali nate e sviluppate inizialmente in Russia. Se si volesse posare lo sguardo sull’attuale stato della vita artistica, si vedrebbe una complicata mescolanza di tendenze che vanno dall’arte molto tradizionale, tuttora molto comune, alle varianti delle nuove ricerche. Dovendo selezionare gli artisti per questa mostra a San Leo ho intenzionalmente escluso l’ondata di artisti “urgente/topica” (“reale”, per usare un termine più comune in Russia) e gli artisti “concettuali”. Mi sono proposto di mostrare di fatto un altro aspetto dell’arte — quello che sviluppa le ricche tradizioni dell’arte russa astratta. Era inoltre mia intenzione sottolineare le molteplici propensioni artistiche la cui comparsa è legata all’intenso sviluppo delle nuove tecnologie alla fine del Ventesimo secolo e negli ultimi decenni.
La principale caratteristica di questo piccolo gruppo di artisti è che nessuno di loro è esponente di una peculiare corrente artistica russa. Essi non sono alla convulsiva ricerca delle tendenze cosiddette in voga; piuttosto scelgono di seguire in maniera sequenziale il percorso scelto dall’inizio.
Oleg Kudryashov è rimasto distaccato dalla società artistica “ufficiale” per la maggior parte della sua vita. Quando emigrò dall’Unione Sovietica all’Inghilterra, nel 1974, bruciò migliaia di opere che non gli fu consentito portare con sé. La ragione dell’emigrazione era semplice: voleva soltanto fare il suo lavoro, e al tempo era impossibile. Quest’uomo è indubbiamente un vero e proprio creatore. Kudryashov non ha bisogno di stimoli esterni; è assorbito dalla sua stessa vita interiore dalla quale cerca di trarre pensieri e sensazioni. É estremamente sensibile ed emotivo. “Impara prima a conoscere te stesso e conoscerai il mondo intero” è la massima di saggezza che lo aiuta a continuare la sua evoluzione artistica. L’opera creativa di Kudryashov diviene sempre più immersione nel sé. Le tecniche di colorazione migliorano, le combinazioni stesse dei colori sono più audaci, ma l’armonia rimane intatta.
Una generazione separa Vladimir Martynov e Oleg Kudryshov ma la stessa saggezza accomuna tutta la vita artistica di Vladimir. Da giovane è rimasto impressionato dalla grande arte astratta russa e ne ha sviluppato le tradizioni attraverso l’uso di strumenti diversissimi, dalla matita e pennello dei suoi disegni e dipinti degli anni ‘80 e ‘90, al computer per arte e animazione grafica e digitale degli ultimi dieci anni. Le sue opere strutturali e piene di colore ricordano i totem degli indiani del nord America, le vetrate gotiche, le splendenti icone della chiesa ortodossa russa o ancora semplicemente un falò nella foresta che emerge dai nostri ricordi di infanzia. Le nuove stampe in bianco e nero ci trascinano verso il mondo infinito del “Quadrato Nero” di Malevič o le prospettive future di “Matrix”.
Usando carta artigianale come materiale, Valery Orlov crea la sua storia dell’arte russa: <<Come un guaritore filippino, con le sue mani scava nel corpo modellato della carta, e rimuove rapidamente qualcosa dall’interno. Qualcosa di inutile, malato, pericoloso per l’organismo. Però, a differenza di quanto accade per il guaritore, le tracce del suo intervento chirurgico non guariscono. Sono evidenti, sono sul corpo della carta: si aprono a noi attraverso buchi, cicatrici, tagli>>. Per questa particolare mostra, in contrasto con le opere astratte degli altri due artisti, Valery Orlov suggerisce una serie di fotografie che mostrano “il mondo delle cose semplici”: un cavatappi e un pennello, una vecchia macchina da scrivere o anche solo scarpe consumate; oggetti ordinari, come la carta, e di solito li USIAMO o USAVAMO in passato ma non li VEDIAMO, talvolta addirittura ce ne dimentichiamo e ci chiediamo “a cosa servono?”. Nelle foto di Valery questi oggetti, a volte dimenticati, trovano nuova vita come soggetti artistici, e le foto stesse somigliano più che altro a vecchi rotocalchi.
Altra parte della mostra è il progetto a quattro mani di Valery Orlov e Alexandra Mitlyanskaya. Essi manipolano cibo e piatti o figure in porcellana, giocando con diversi simboli ufficiali di vita sociale e potere o con diversi periodi della storia dell’arte russa. Il risultato di questo “gioco” è che ricordi quasi cancellati risalgono in superficie, aiutandoci a comprendere la nostra vita attuale.
Non ci siamo dimenticati della videoarte e abbiamo presentato questo settore, divenuto molto popolare in Russia negli ultimi decenni, grazie ad una collezione di opere di Alexandra Mitlyanskaya. Tra i vari artisti russi che si cimentano con la videoarte, le sue opere sono le più “private” o “liriche” e riguardano questioni umane basilari, o arte “pura”, invece di idee sconvolgenti, montaggi estremi, aspetti culturali dei mass media o noiosi soggetti concettuali.
L’idea di presentare arte internazionale a San Leo è nata inizialmente da una conversazione tra Frank Dituri e Lorenzo Di Loreto. Grazie a loro e all’amministrazione di San Leo, questa mostra russa apre un progetto artistico a lungo termine, volto a portare arte internazionale da Paesi come Stati Uniti, Giappone, Canada ed altri in questa antica cittadina, rendendola fruibile al pubblico italiano e ai numerosissimi turisti stranieri che ogni anno la visitano>>.
Andrey Martynov – Mosca 30 maggio 2011
Alcuni estratti dal catalogo:
<<Il linguaggio astratto dei lavori di Oleg Kudryashov è distillato dai paesaggi urbani in cui vive, con i suoi scarni edifici, strade asfaltate e fabbriche, i suoi cantieri in demolizione, le baraccopoli e la rara e preziosa vegetazione. Le stampe e i rilievi di Kudryashov catturano l’austera poesia di questo ambiente e talvolta incorporano le esperienze della propria città: espliciti riferimenti alle case, alle strade e alle tramvie di Mosca, i rigidi contorni di edifici semi distrutti, e persino violenti incidenti di cui fu testimone durante la sua giovinezza … >>.
Mark Gisbourne ©
<< … Nam June Paik nel 1968 disse: <<La carta è inutile, eccetto per la cartaigienica>>. Fu umoristico e brillante al tempo stesso. Come sono vere quelle parole quarantuno anni dopo. C’è un pugno di uomini che guida il resto dell’Universo verso il proprio futuro e forgia il proprio destino. Vladimir Martynov ha compreso quella visione. Egli è un ARTISTA che ha colto l’evidenza. Facendo ciò Vladimir ha percorso la storia dell’arte e ne è uscito con un personale linguaggio visivo, spingendo avanti la direzione dell’ARTE. Ciò è reso possibile dalla sua abilità di apprezzare quanto vi era prima di lui. Ha seguito l’interazione dei colori come fece Josef Albers: sovrapponendo un piano colore ad un altro. Il lavoro può persino essere relazionato a Mark Rothko con la stessa condizione di interazione di colore … >>.
Laurence M. Gartel ©
<< … Quando Alexandra Mitlyanskaya si avvicinò alla fotografia e al video, lo stesso accurato tocco distinse i suoi lavori. Anziché di uno studio tattile sulle superfici, Alexandra procedette esplorando il mondo come è rivelato. In semplici cose e movimenti, abituali e pertanto trascurati. La composizione delle sue fotografie e “video-immagini” è sempre austera e irreprensibile, basata su un’attenta osservazione delle azioni quotidiane e dei dettagli della vita … >>.
Irina Gorlova ©
<< … Ma allora, cos’è la fotografia? Una mera riproduzione, un foglio di carta con sopra un’immagine meccanica?
Secondo Valery Orlov in realtà è un monumento o un promemoria: <<Attraverso questa meravigliosa macchina fotografica registro cose che la memoria cancella senza trattenere. Mi aiuta a perpetuare quello che ho visto>>. In altre parole, la fotografia è un archivio visivo, come una fonte di materiale inviata ad un hard drive esterno. In questo senso è l’esatto contrario rispetto all’ immediatamente manuale, a rilievi e collage originali, all’arte come tale. Ma allo stesso tempo queste fotografie a colori e in bianco e nero sono “me stesso”. Date la macchina fotografica a dieci persone diverse, dite loro di fotografare lo stesso oggetto e non otterrete nemmeno una singola coppia di foto identiche. Dove sono i nostri confini, proprio qui o laggiù in fondo? … >>.
Vladimir Levashov ©
Alcune immagini tratte dal catalogo
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VIDEO OPENING MOSTRA:
coming soon….


















